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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Un'altra moneta è possibile
Messaggio da leggereInviato: 18/06/2012, 15:31 

Iscritto il: 13/07/2011, 7:20
Messaggi: 159
SILVIO GESELL: ECONOMIA DI MERCATO SENZA CAPITALISMO
http://valterbinaghi.wordpress.com/2012 ... pitalismo/

Un'altra moneta è possibile, un'altra finanza è possibile, un'altra banca esiste!
http://www.aduc.it/articolo/altra+monet ... _20434.php


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 Oggetto del messaggio: Re: Un'altra moneta è possibile
Messaggio da leggereInviato: 07/10/2012, 13:49 

Iscritto il: 04/10/2012, 15:38
Messaggi: 31
Ciao, provo a dare molto sinteticamente un mio modesto parere, in merito al focus del tuo topic, sempre che non abbia frainteso piu' di tanto le tue parole.
 Sul tasso d'interesse negativo, non a tempo, siamo gia' arrivati a sperimentarne uno scorcio storico concreto sulla parte a breve della curva del mercato dei bond di stato emessi dal ministero del tesoro della Svizzera e anche della Germania. Secondo me, questo non ha tanto a che fare con il concetto di moneta deperibile di Gesell, quanto molto piu' semplicemente con un sentiment di lungo periodo di tipo "fly to quality", che in questo momento domina ancora sui mercati finanziari mondiali, e non solo di tipo obbligazionario.
Siamo anche d'accordo sul fatto che un'altra moneta sia potenzialmente possibile, ma solo se guardiamo in concreto ad un sistema di riferimento tendenzialmente microeconomico, non certo se invece si tiene in dovuta considerazione storica il processo globalizzante che ha imposto incautamente la moneta unica nell'area euro, prima ancora di cercare di realizzarne una qulche unione a livello finanziario, economico e soprattutto politico.
Intendiamoci, non penso affatto che tutto cio' di cui sopra sia bello, ne' giusto, ne' buono... Forse neanche del tutto vero: ho solo provato a dare un input ad un tuo topic che da novello di questo forum ho comunque riconosciuti anche di mio di primario interesse personale da qualche anno a questa parte. 
A presto.


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 Oggetto del messaggio: Re: Un'altra moneta è possibile
Messaggio da leggereInviato: 16/10/2012, 7:28 

Iscritto il: 13/07/2011, 7:20
Messaggi: 159
ciao Allfio e ciao a tutti. In questo periodo ci sono solo a metà...
Non rinuncio però a segnalare una bellissimo proposta di Domenico De Simone, una
LETTERA APERTA ALLE IMPRESE ITALIANE
http://domenicods.wordpress.com/2012/10 ... -italiane/
da cui traggo alcune citazioni
"abbiamo deciso di costituire un’associazione che affronti in concreto quello che riteniamo essere il problema principale nella situazione attuale, la mancanza di liquidità ed una ridistribuzione di reddito equa. Le due cose insieme perché nel sistema la liquidità è tantissima, ma non circola. Sul Corriere di qualche settimana fa era riportato il dato che nei paradisi fiscali ci sono depositati diecimila miliardi di dollari che appartengono a poco più di ottantamila persone. Carta straccia per la società e forse anche per i loro possessori se non li spendono."
...
"Intendiamo costituire un’associazione ed un consorzio di imprese. All’associazione partecipano tutti, al Consorzio solo le imprese. Queste cedono (o si impegnano a farlo) al Consorzio una parte dei loro crediti inesigibili, ricevendo in cambio un equivalente in moneta a tasso negativo. L’idea è di emettere obbligazioni a tasso negativo sottoscritte da ciascuno con la cessione del credito che capitalizza il Consorzio, ma questo comporta dei costi che in una prima fase si possono evitare e l’operazione può essere gestita mediante un impegno alla cessione da parte di ciascuna impresa. Con questi titoli, le imprese possono coinvolgere i propri creditori e saldare i debiti nei loro confronti, ed allo stesso tempo effettuare nuovi acquisti presso le imprese che aderiscono all’associazione. "
...
"viene richiesta una quota associativa annua che per le singole persone è quasi simbolica, dieci euro a persona, per le “partite Iva” è di cinquanta euro, per i negozi è di cento euro e per le imprese è di duecento cinquanta euro.
"Intendiamo partire il 21 dicembre prossimo e adesso stiamo raccogliendo le adesioni di persone e di imprese. Ai primi di dicembre tireremo le somme delle adesioni ricevute e dei fondi e organizzeremo l’avvio della prima Faz. Vorremmo che ne nascessero diverse in Italia e in Europa. La situazione è difficile dappertutto, non solo da noi o nei paesi del sud Europa.


Ultima modifica di lorenzo il 17/10/2012, 7:21, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Un'altra moneta è possibile
Messaggio da leggereInviato: 16/10/2012, 11:04 

Iscritto il: 04/10/2012, 15:38
Messaggi: 31
Ciao Lorenzo, se il dato del Corriere fosse veritiero, ci sarebbe una massa di liquidità nei cosiddetti paradisi fiscali pari a circa il 16 % del PIL mondiale. Se a questo si aggiungono le riserve delle banche commerciali tenute ben strette presso le rispettive banche centrali, nonostante i vari quantitative easing da quest'ultime poste in essere per salvare le prime (senza vincoli di penetrazione nel circolo produttivo e della domanda aggregata) si ha una chiara percezione dell’origine del processo di contrazione della liquidità imperante da oltre un lustro in tutti i paesi sviluppati.
Sommiamo poi a questi torrenti immobili un fiume di sterili derivati pari a circa sette volte il PIL mondiale, e proviamo ad immaginare cosa possa produrre questo processo indirizzato verso il pareggio tendenziale degli asset, se non ad un oceano di carta straccia in progressivo congelamento da deflazione (simil anni ’30).
E allora, sotto questo punto di vista, ci sarà forse da stare ancora peggio, prima di poter tornare a stare meglio...


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 Oggetto del messaggio: Re: Un'altra moneta è possibile
Messaggio da leggereInviato: 27/10/2012, 20:14 

Iscritto il: 04/10/2012, 15:38
Messaggi: 31
Vorrei dare un ultimo micro-input per la serie andiamo tranquilli anche a "bischero sciolto, anarco-liberale-libertar-filosofiico-antropo-sovrasensibile-apolitico-agnosticopensiero"... chi l'ha detto che lo Stato (NOI e non chi ruba quadrini) non puo' stampare i DUEMILA MILIARDI DI EURO che mancano per evitare il default... E perche' invece bisogna pagare interessi ai banchieri ?


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 Oggetto del messaggio: Re: Un'altra moneta è possibile
Messaggio da leggereInviato: 27/10/2012, 20:26 

Iscritto il: 04/10/2012, 15:38
Messaggi: 31
E non mi venite a parlare della solita sega mentale dell' inflazione, quando tutti sappiamo che il credit crunch mondiale regnera' mediamente per ancora un decennio.


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 Oggetto del messaggio: Re: Un'altra moneta è possibile
Messaggio da leggereInviato: 28/10/2012, 2:43 
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Iscritto il: 13/07/2011, 20:31
Messaggi: 585
alfionero ha scritto:
Vorrei dare un ultimo micro-input per la serie andiamo tranquilli anche a "bischero sciolto, anarco-liberale-libertar-filosofiico-antropo-sovrasensibile-apolitico-agnosticopensiero"... chi l'ha detto che lo Stato (NOI e non chi ruba quadrini) non puo' stampare i DUEMILA MILIARDI DI EURO che mancano per evitare il default... E perche' invece bisogna pagare interessi ai banchieri ?

Non entro nella complessità del discorso. Dico solo, e non dico nulla, che stampando quei soldi, ove fosse possibile (oggi qui non lo è) si commetterebbe un gestaccio nei confronti dei risparmiatori che in precedenza hanno prestato denaro allo stato, facendo in modo che in futuro molti non gli presteranno più nulla, o lo faranno a tassi altissimi... (è quello che stava accadendo con la lira, che si è tenuta su anche usando il meccanismo, moralmente discutibile, della svalutazione.
In pratica pagavamo il fornitore estero con 100, ma dopo poco gli restava in mano 90. Questo scatenava poi anche l'inflazione, per "sfiducia" nel denaro da parte sia degli italiani che degli stranieri).


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 Oggetto del messaggio: Re: Un'altra moneta è possibile
Messaggio da leggereInviato: 28/10/2012, 15:33 

Iscritto il: 04/10/2012, 15:38
Messaggi: 31
ginogost ha scritto:
Non entro nella complessità del discorso. Dico solo, e non dico nulla, che stampando quei soldi, ove fosse possibile (oggi qui non lo è) si commetterebbe un gestaccio nei confronti dei risparmiatori che in precedenza hanno prestato denaro allo stato, facendo in modo che in futuro molti non gli presteranno più nulla, o lo faranno a tassi altissimi... (è quello che stava accadendo con la lira, che si è tenuta su anche usando il meccanismo, moralmente discutibile, della svalutazione.
In pratica pagavamo il fornitore estero con 100, ma dopo poco gli restava in mano 90. Questo scatenava poi anche l'inflazione, per "sfiducia" nel denaro da parte sia degli italiani che degli stranieri).


Non sono del tutto d'accordo, Ginogost: il problema e' solo politico, non economico... La cosa in se' e' (o dovrebbe essere) molto piu' semplice di come appare di primo acchito agli occhi dei non "iniziati" alla finanza terra terra. Attenzione, attenzione, a tutte le persone serie... :D : non c'e' alcuna differenza dal punto di vista dello stato tra lo stampare 10 mila banconote da 100 euro e il mandare in asta un milione di Euro di BTP... Salvo che le prime NON PAGANO INTERESSI! (siamo adesso sugli 80 miliardi annui, se rientra lo spread).
Per pagare sta roba, ci vuole circa meta' del reddito di ogni famiglia, insieme agli interessi sul debito privato... Ti ho gia' detto sopra a chi vanno sti miliardi (ai finanzieri): dal 1990 al 2007 sono oltre 1600 mld solo di debito pubblico cumulato di interessi sugli interessi. Un sistema molto ingegnoso e in apparenza ineluttabile per trasferire ricchezza dal basso verso l'1 % elitario dei finanzieri nazionali ed esteri.
Detto per inciso, mi risulta che solo una quota non superiore al 6 % dei titoli di stato italici siano attualmente in mano dei piccoli risparmiatori "retail" (le banhe stesse ti rifilano ovviamente tarocchi gestiti con soprapprezzo di commisioni senza alcun valore in se').
Ah, l'inflazione di cui parli non fu (soltanto) causa della lira (stampa di moneta piu' svalutazione competitiva) ma fu una costante macroeconomica dei paesi industrializzati dovuta alla spirale prezzi/salari oltre alla non trascurabile ascesa bullish delle commodities, petrolio in primis che quintuplico' in dollari (non in lire) nel suo prezzo reale (e non legato dunque all'inflazione).


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